Facciata di una casa con finestre nuove installate da Diva Infissi

Aggiornato al 15 agosto 2026

Bonus infissi 2026

Sulle spese pagate nel 2026 si detrae il 50% se l'immobile è la tua abitazione principale, il 36% negli altri casi, e il recupero avviene in dieci anni. Qui trovi i massimali, gli adempimenti e le scadenze. La pratica ENEA la prepariamo noi.

4,8 su Google, 30 recensioni Dal 1990 a Martinsicuro Sopralluogo e preventivo gratuiti

I numeri

Quanto si detrae nel 2026

Prima cosa, le percentuali. La legge di bilancio 2026, cioè la legge n. 199 del 2025, ha prorogato per un altro anno le aliquote già in vigore nel 2025. Sulle spese pagate nel corso del 2026 la detrazione IRPEF è del 50% quando l'intervento riguarda l'unità immobiliare adibita ad abitazione principale da chi ne è proprietario o titolare di un altro diritto reale di godimento, e del 36% in tutti gli altri casi. Sono i valori che l'Agenzia delle Entrate pubblica nella scheda sulle ristrutturazioni edilizie.

La stessa coppia di aliquote vale per le due strade con cui le finestre nuove si portano in detrazione, il bonus ristrutturazione e l'ecobonus. Cambia il tetto. Con il bonus ristrutturazione il limite è sulla spesa, 96.000 euro per unità immobiliare. Con l'ecobonus il limite è invece sulla detrazione, e per le finestre comprensive di infissi le tabelle riepilogative dell'Agenzia delle Entrate indicano un massimo di 60.000 euro di detrazione per unità immobiliare.

In entrambi i casi l'importo si recupera in dieci quote annuali di pari importo, una all'anno in dichiarazione dei redditi. E in entrambi i casi conta la data in cui paghi, non quella del montaggio: dal 2027 le stesse aliquote scendono al 36% sull'abitazione principale e al 30% sugli altri immobili.

Le due strade

Bonus ristrutturazione o ecobonus

Sulle stesse spese se ne usa una sola, lo dice la pagina dell'Agenzia delle Entrate sulla cumulabilità. Quale sia percorribile dipende dai serramenti che monti e dalle trasmittanze che raggiungono.

01

Bonus ristrutturazione

È la strada dell'articolo 16 bis del TUIR, quella più battuta quando si cambiano le finestre di un appartamento. Il tetto è sulla spesa e i requisiti tecnici sono meno stringenti, ma la scheda descrittiva all'ENEA va trasmessa lo stesso.

Limite di spesa 96.000 euro per unità immobiliare

02

Ecobonus

È la strada dell'articolo 14 del decreto legge 63 del 2013. Chiede il rispetto dei valori limite di trasmittanza termica dell'allegato E del decreto requisiti tecnici del 6 agosto 2020, che cambiano da zona climatica a zona climatica, più l'asseverazione di un tecnico abilitato.

Detrazione massima 60.000 euro per unità immobiliare

03

Schermature e chiusure oscuranti

Persiane, tapparelle e tende da sole esterne hanno una voce propria dentro l'ecobonus, con requisiti tecnici loro. Se le cambi insieme alle finestre di solito seguono l'intervento sul serramento, se le cambi da sole seguono la loro strada.

Schermature solari, 60.000 euro di detrazione massima

La differenza che pesa di più

Prima casa e altri immobili non sono la stessa cosa

Il 50% non spetta a chiunque abiti nella casa. L'Agenzia delle Entrate lo lega a due condizioni che devono valere insieme: l'unità immobiliare deve essere abitazione principale, cioè quella dove dimora abitualmente chi la possiede o un suo familiare, e chi detrae deve esserne proprietario o titolare di un altro diritto reale di godimento, per esempio l'usufrutto.

Vuol dire che chi vive in casa come inquilino o comodatario può detrarre la spesa se la sostiene lui, ma resta al 36%. E vuol dire che sulla casa al mare, sull'appartamento affittato o sull'immobile tenuto a disposizione l'aliquota è il 36% anche se il proprietario sei tu. Qui in zona la cosa pesa parecchio, perché tra Martinsicuro, Villa Rosa e Alba Adriatica moltissime case sono seconde case: è la prima domanda che facciamo al sopralluogo.

Finestre e porta finestra nuove installate in una abitazione

Come si ottiene

Quattro adempimenti, e nessuno è facoltativo

Sono sempre gli stessi quattro, per tutte e due le strade. Tre li seguiamo noi, l'ultimo è del tuo commercialista.

Fattura intestata a chi detrae

La spesa la detrae chi la sostiene, quindi fattura e bonifico devono riferirsi alla stessa persona. Ai fini IVA la fattura deve indicare a parte il valore dei beni significativi.

Bonifico parlante

Bonifico bancario o postale con tre dati che l'Agenzia delle Entrate elenca uno per uno: causale, codice fiscale di chi detrae, partita IVA di chi riceve. Se ne manca uno la detrazione non spetta. La causale te la diamo scritta noi.

Comunicazione ENEA entro 90 giorni

La scheda descrittiva dell'intervento va trasmessa sul portale bonusfiscali.enea.it entro 90 giorni dalla fine dei lavori. La compiliamo e la inviamo noi, e ti consegniamo la ricevuta.

Dieci rate in dichiarazione

Dalla prima dichiarazione dei redditi utile porti in detrazione un decimo all'anno, per dieci anni. Fattura, bonifico e ricevuta ENEA vanno conservati: sono i documenti che possono chiederti.

Lo showroom di Diva Infissi in Via dell'Industria a Martinsicuro

Quello che facciamo noi

La pratica ENEA la prepariamo noi

È il passaggio che salta più spesso, perché ha una scadenza breve e vive fuori dal cantiere. Noi raccogliamo i dati mentre montiamo, compiliamo la scheda descrittiva sul portale ENEA entro i 90 giorni e ti diamo la ricevuta insieme alla fattura. Ti diciamo anche cosa scrivere nella causale del bonifico, che è l'errore più facile da fare e il più facile da evitare.

Un conto fatto davanti

Cosa vuol dire in pratica

Un esempio con numeri tondi, solo per far vedere il meccanismo. Spesa di 10.000 euro per cambiare le finestre. Se quell'appartamento è la tua abitazione principale e ne sei proprietario, la detrazione è del 50%, cioè 5.000 euro, che rientrano in dieci rate da 500 euro l'anno. Se invece è la casa al mare, la detrazione è del 36%, cioè 3.600 euro, in dieci rate da 360 euro.

Un punto che quasi nessuno mette in chiaro: la detrazione abbatte l'IRPEF che devi, non è un rimborso che ti arriva sul conto. Se in un anno l'imposta a tuo carico è più bassa della rata, la parte che non trova capienza non si recupera e non si riporta agli anni dopo. È la verifica da fare col commercialista o col CAF prima di decidere quanto spendere, e ci vogliono dieci minuti.

Sostituzione degli infissi in un appartamento in fase di ristrutturazione

Gli scivoloni

Le cose che fanno perdere la detrazione

Il bonifico ordinario

Un bonifico normale, senza causale e senza i codici fiscali, non vale. L'Agenzia delle Entrate è esplicita: se manca uno dei dati richiesti la detrazione non viene riconosciuta. Quasi tutte le banche hanno già il modulo dedicato, chiedilo per nome.

Pagare in contanti

Contanti e assegno non vanno bene. Per gli interventi edilizi serve il bonifico bancario o postale, anche fatto online, e deve partire prima che il lavoro sia chiuso a saldo.

Fattura e bonifico scollegati

Chi detrae deve essere chi paga. Se la fattura è intestata a una persona e il bonifico parte da un altro conto senza indicarne il codice fiscale, si apre un problema che poi va spiegato in sede di controllo.

Dimenticare l'ENEA

La scheda va trasmessa entro 90 giorni dalla fine dei lavori. Sull'ecobonus fa parte della procedura. Sul bonus ristrutturazione l'Agenzia delle Entrate ha precisato che l'invio tardivo non fa perdere il diritto, ma non è una buona ragione per saltarlo.

Sommare due bonus

Sulla stessa spesa si sceglie una sola agevolazione. Se fai interventi diversi puoi usarne più di una, ma le spese vanno contabilizzate separatamente e ogni detrazione vuole i suoi adempimenti.

Rimandare a gennaio

Conta la data del pagamento. Un bonifico fatto a gennaio 2027 prende le aliquote del 2027, anche se le finestre le hai ordinate a novembre. Sul preventivo scriviamo quando servono acconto e saldo proprio per questo.

Cosa rientra

Oltre alle finestre, cosa si porta in detrazione

La sostituzione dei serramenti è il caso più frequente, ma nella stessa pratica finiscono spesso altre chiusure. Al sopralluogo guardiamo insieme cosa ha senso metterci dentro.

Finestra in PVC con vetrocamera installata in una abitazione
Finestre e porte finestra Il caso classico: telaio e vetro insieme, verso l'esterno o verso un vano non riscaldato.
Persiane con stecche orientabili montate su una finestra
Persiane, tapparelle e tende Chiusure oscuranti e schermature solari hanno una voce fiscale propria, con requisiti tecnici loro.
Portoncino d'ingresso blindato installato da Diva Infissi
Portoncino d'ingresso Può rientrare quando separa un ambiente riscaldato dall'esterno e rispetta i limiti di trasmittanza. Si verifica caso per caso.

Realizzazioni

Lavori chiusi con la pratica in ordine

Case e appartamenti tra la costa teramana e il Piceno. Per ognuno abbiamo lasciato fattura a voci separate, causale del bonifico e ricevuta ENEA.

Avvertenza

Quello che leggi qui va confermato sul tuo caso

Diva Infissi è un serramentista, non un consulente fiscale. Quello che trovi in questa pagina viene dalle fonti ufficiali, cioè le schede e le tabelle dell'Agenzia delle Entrate e il portale ENEA, ed è aggiornato al 15 agosto 2026. Percentuali, massimali e requisiti però cambiano con ogni legge di bilancio e a volte anche in corso d'anno, per questo qui trovi sempre indicato da dove arriva ogni numero.

Due verifiche vanno fatte sul tuo caso e non su una pagina web: se l'immobile è davvero abitazione principale ai fini della detrazione, e se la tua IRPEF è capiente per assorbire le rate. Sono controlli da commercialista o da CAF. Noi ti diamo il preventivo con le voci separate, la fattura corretta, il testo della causale e la pratica ENEA; la dichiarazione dei redditi resta in mano a chi te la fa.

4,8 30 recensioni su Google

Chi il lavoro l'ha già fatto con noi

Recensioni pubblicate sulla scheda Google di Diva Infissi, riportate qui per intero.

Roberto Picciuto 6 Giugno 2025

IL TOP, DI MEGLIO NON C'È, SUPER CONSIGLIATO, Qualità cortesia e prezzi giusti

Recensione verificata su Google
Alexia Neziri 5 Giugno 2025

I migliori, hanno svolto un lavoro impeccabile, cordiali e precisi in tutto! Lavoro di qualità im tempi ottimali! Grazie davvero

Recensione verificata su Google
Francesca D'Angelo 5 Giugno 2025

Esperienza e professionalità prodotti di ottima qualità. Consigliatissimo.

Recensione verificata su Google
arturix 5 Giugno 2025

ottimo prodotto , prezzo giusto , persone cordiali e molto professionali nella scelta del prodotto e importantissimo presenti nel post vendita !consigliatissimi

Recensione verificata su Google
Ilaria Vallese 5 Giugno 2025

Ho contattato la Diva Infissi per la sostituzione degli infissi di casa e sono rimasta molto soddisfatta. Il team è stato puntuale, professionale e preciso in ogni fase del lavoro, dal sopralluogo alla posa finale. I nuovi infissi sono di ottima qualità, hanno migliorato isolamento termico e acustico, e l’estetica della casa ne ha guadagnato. Un ringraziamento particolare al titolare sempre disponibile e attento alle richieste. Consiglio vivamente quest’azienda a chi cerca affidabilità, competenza e materiali di alto livello.

Recensione verificata su Google

Domande frequenti

Quello che ci chiedono sul bonus infissi

Sono le domande che arrivano più spesso, al telefono e su Google.

Bonus infissi 2026: come funziona?

Non è un contributo che ti arriva sul conto, è una detrazione IRPEF. Paghi il lavoro e negli anni successivi recuperi una percentuale della spesa abbassando le imposte, in dieci quote annuali di pari importo. Per le spese pagate nel 2026 la percentuale è del 50% se l'immobile è la tua abitazione principale e ne sei proprietario o titolare di un altro diritto reale di godimento, del 36% negli altri casi.

Le strade sono due: il bonus ristrutturazione, con un limite di spesa di 96.000 euro per unità immobiliare, e l'ecobonus, dove il limite è di 60.000 euro di detrazione per le finestre comprensive di infissi. Sono i valori pubblicati dall'Agenzia delle Entrate nelle schede su ristrutturazioni edilizie e riqualificazione energetica.

Quale bonus si usa per la sostituzione degli infissi?

Dipende dai serramenti che monti. Il bonus ristrutturazione, articolo 16 bis del TUIR, ha requisiti tecnici meno stringenti ed è la strada più battuta su un appartamento normale. L'ecobonus, articolo 14 del decreto legge 63 del 2013, chiede il rispetto dei valori limite di trasmittanza termica fissati nell'allegato E del decreto requisiti tecnici del 6 agosto 2020, diversi per zona climatica, più l'asseverazione di un tecnico abilitato.

Sulle stesse spese se ne usa una sola: la pagina dell'Agenzia delle Entrate sulla cumulabilità dice che se un intervento rientra in più agevolazioni il contribuente ne sceglie una. Al sopralluogo guardiamo le trasmittanze dei prodotti che ti proponiamo e ti diciamo quale delle due è percorribile.

Detrazione infissi 2026: cosa cambia tra prima casa e seconda casa?

Cambia l'aliquota. Sull'unità immobiliare adibita ad abitazione principale da chi ne è proprietario o titolare di un altro diritto reale di godimento la detrazione è del 50%. Su tutto il resto, seconda casa compresa, è del 36%. Abitazione principale, nella definizione dell'Agenzia delle Entrate, è quella dove dimora abitualmente chi la possiede o un suo familiare.

Il limite di spesa di 96.000 euro è per unità immobiliare, quindi se intervieni su due appartamenti diversi il tetto vale per ciascuno. Su questa costa la domanda torna spesso, perché moltissime abitazioni sono seconde case: chiariamolo prima di firmare, non dopo.

Cosa scrivere nella causale del bonifico?

Il bonifico deve essere bancario o postale e contenere tre dati, che l'Agenzia delle Entrate elenca esplicitamente: la causale del versamento, da cui risulti che il pagamento è effettuato per interventi che danno diritto alla detrazione, con il riferimento di legge; il codice fiscale di chi beneficia della detrazione; la partita IVA o il codice fiscale di chi riceve il pagamento. Se manca uno dei tre la detrazione non viene riconosciuta.

In pratica quasi tutte le banche hanno un modulo dedicato, chiamato bonifico agevolato o bonifico per detrazione fiscale, che compila i campi da solo e applica la ritenuta d'acconto dell'11% in vigore dal 1 marzo 2024. Noi ti consegniamo il testo della causale e i nostri dati insieme alla fattura, così allo sportello non devi inventarti niente.

Cosa serve per avere il bonus infissi?

Quattro cose. La fattura intestata a chi detrae, con il valore dei beni significativi indicato a parte ai fini IVA. Il bonifico parlante con causale e codici fiscali. La comunicazione ENEA entro 90 giorni dalla fine dei lavori. E la dichiarazione dei redditi in cui porti la prima delle dieci rate.

Se la strada è quella dell'ecobonus serve in più l'asseverazione di un tecnico abilitato che attesti il rispetto dei requisiti. Fattura, causale e pratica ENEA le prepariamo noi, la dichiarazione la fa il tuo commercialista o il CAF.

Nel 2026 si può ancora fare lo sconto in fattura sugli infissi?

In generale no. Dal 17 febbraio 2023 lo sconto in fattura e la cessione del credito sono stati bloccati, e l'Agenzia delle Entrate li mantiene solo per situazioni specifiche, tra cui gli immobili danneggiati da eventi sismici in Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria.

Nella grande maggioranza dei casi, quindi, la spesa la anticipi tu e la recuperi in dieci anni di dichiarazione. Se qualcuno nel 2026 ti promette lo sconto in fattura sugli infissi come se fosse la regola, chiedigli su quale norma si basa.

Quando scade il bonus infissi?

Le aliquote del 50% e del 36% valgono per le spese pagate entro il 31 dicembre 2026. Dal 1 gennaio 2027, sempre secondo l'Agenzia delle Entrate, scendono al 36% sull'abitazione principale e al 30% sugli altri immobili, con lo stesso limite di 96.000 euro di spesa.

Il punto delicato è che conta la data del pagamento, non quella dell'ordine o del montaggio. Se stai valutando il lavoro verso fine anno, il bonifico va fatto entro dicembre: sul preventivo mettiamo per iscritto quando servono acconto e saldo proprio per non farti perdere la differenza.

Sostituire gli infissi è manutenzione ordinaria o straordinaria? Serve un permesso?

Nel glossario dell'edilizia libera, il decreto del Ministero delle Infrastrutture del 2 marzo 2018, la riparazione, la sostituzione e il rinnovamento di serramenti e infissi esterni sono elencati tra gli interventi di edilizia libera. Se non cambi sagoma e non tocchi le strutture, di norma non serve alcun titolo edilizio.

Questo non toglie la detrazione, perché l'articolo 16 bis del TUIR alla lettera h) ammette gli interventi finalizzati al risparmio energetico anche in assenza di opere edilizie. Attenzione però ai centri storici e agli immobili vincolati, dove il regolamento comunale può imporre tipologia, materiale e colore: lo verifichiamo al sopralluogo, prima di ordinare qualsiasi cosa.

La detrazione vale anche senza la comunicazione ENEA?

Sull'ecobonus la scheda descrittiva fa parte della procedura e va trasmessa. Sul bonus ristrutturazione l'Agenzia delle Entrate ha precisato che la mancata o tardiva trasmissione all'ENEA non comporta di per sé la perdita del diritto alla detrazione.

Resta comunque un adempimento previsto, richiede pochi minuti e toglie un motivo di contestazione in caso di controllo. Noi la mandiamo entro i 90 giorni dalla fine dei lavori sul portale bonusfiscali.enea.it e ti consegniamo la ricevuta di trasmissione.

Quale IVA si paga sulla sostituzione degli infissi?

Sugli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria realizzati su unità immobiliari abitative l'IVA è ridotta al 10%. Gli infissi però sono beni di valore significativo secondo il decreto del 29 dicembre 1999, come caldaie, ascensori, sanitari e impianti di sicurezza, e per loro vale una regola a parte.

L'aliquota del 10% si applica al bene solo fino a concorrenza del valore della prestazione considerato al netto del bene stesso, e l'eccedenza sconta il 22%. Per questo la fattura deve indicare separatamente il valore dei beni significativi: sulle nostre lo trovi già scritto.

Il bonus infissi conviene davvero?

Sul piano fiscale il conto lo fa la tua IRPEF. La detrazione abbassa l'imposta dovuta, non è un rimborso: se la rata annuale supera l'IRPEF che devi, la parte che non trova capienza non si recupera e non si riporta agli anni successivi. Con redditi bassi o con altre detrazioni già in corso, vale la pena farsi due conti prima di decidere quante finestre cambiare in un colpo solo.

Poi c'è il risparmio che non passa dalle imposte. Un serramento che isola bene fa lavorare meno il riscaldamento d'inverno e il condizionatore d'estate, tutti gli anni, e continua a farlo anche dopo che la decima rata è finita.

Come si compila la pratica ENEA per gli infissi?

Si entra nel portale bonusfiscali.enea.it, si sceglie l'anno di fine lavori e si crea la scheda descrittiva dell'intervento. Per i serramenti servono i dati di prima e di dopo: tipo di telaio, trasmittanza, superficie dell'infisso e se la finestra confina con l'esterno o con un vano non riscaldato.

Il termine è di 90 giorni dalla fine dei lavori. Sono dati che stanno nelle schede tecniche dei prodotti che montiamo, ed è il motivo per cui la compiliamo noi: tu ricevi la ricevuta di trasmissione da tenere insieme a fattura e bonifico.

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Vediamo quanto recuperi davvero

Sei domande in meno di un minuto. Ti richiamiamo entro 24 ore lavorative per fissare il sopralluogo gratuito.

  • Sopralluogo e preventivo gratuiti, senza impegno
  • Preventivo a voci separate, come serve alla pratica
  • Causale del bonifico scritta da noi
  • Comunicazione ENEA entro i 90 giorni, inclusa

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