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Il calore si ferma prima del vetro
La radiazione che attraversa il vetro diventa calore dentro casa, e da lì non torna più indietro. Bloccarla fuori è l'unico modo per non doverla poi raffrescare.
Schermatura solare esterna, mobile e regolabile
Tessuti TEMPOTEST
A bracci estensibili o a caduta, con motore e sensore vento che le ritira quando alza il vento. Sopralluogo gratuito tra la costa teramana e il Piceno.
Da giugno in poi
Alle undici il sole batte sul parapetto e il tavolo fuori resta inutilizzabile fino a sera.
Il vetro della porta finestra scotta, la stanza dietro si scalda e il condizionatore non lo spegni più.
Per non prendere sole tieni le tapparelle abbassate, e a mezzogiorno vivi con la luce accesa.
Una tenda da sole risolve le tre cose insieme, perché ferma la radiazione prima che tocchi il vetro. È l'unico punto in cui la puoi fermare davvero: una volta entrata, il calore resta dentro.
Perché all'esterno
Una tenda da sole è una schermatura esterna. La differenza con una tenda o una veneziana montata dentro non è di gusto, è di fisica.
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La radiazione che attraversa il vetro diventa calore dentro casa, e da lì non torna più indietro. Bloccarla fuori è l'unico modo per non doverla poi raffrescare.
Schermatura solare esterna, mobile e regolabile
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Sotto la tenda ci mangi anche a mezzogiorno di agosto. Sono metri quadri che hai già pagato e che per quattro mesi l'anno restano vuoti.
Bracci estensibili, nessun montante a terra
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Il sensore vento ritira il telo appena la raffica supera la soglia impostata, anche se in quel momento in casa non c'è nessuno. È quello che salva la tenda.
Motore con radiocomando e anemometro
Le versioni
Sono due modi diversi di fare ombra e si scelgono in base a dove batte il sole, non in base al gusto. Il cassonetto non è un terzo tipo: è la scocca in alluminio che chiude telo e bracci quando la tenda è ritirata, e si può avere su entrambe.



Il vento
Le tende da sole si classificano per resistenza al vento secondo la norma UNI EN 13561, dalla classe 0 alla classe 3. La classe 3 è la più alta e corrisponde al grado 6 della scala Beaufort, cioè vento intorno ai 50 km/h. Sopra quella soglia il telo va chiuso, e vale per qualsiasi tenda di qualsiasi marchio: non esiste la tenda che resta aperta durante una burrasca.
Per questo il sensore vento non è un accessorio. È un anemometro montato sulla struttura che comanda il motore e ritira il telo da solo quando la raffica supera la soglia, anche se sei al mare o al lavoro. Sulla costa, dove il vento gira in dieci minuti, è la differenza tra una tenda che dura e una da ricomprare. La manovella costa meno e va benissimo su luci piccole, ma il sensore lavora solo con il motore.
Come lavoriamo
Veniamo a vedere dove batte il sole e a che ora. Misuriamo la larghezza e la sporgenza utile, e guardiamo il muro, che è la parte che non guarda nessuno.
Tipo di tenda, tessuto, motore, sensore e posa: ogni voce con il suo prezzo. Te lo spieghiamo riga per riga.
Portiamo tutto noi e fissiamo la struttura sul posto. Il telo si mette in tiro e si regola lì, non in laboratorio.
Proviamo insieme apertura, chiusura e soglia del sensore. Se col tempo il telo va ritensionato, torniamo.
Il preventivo
Un prezzo unico non esiste, e chi te ne dà uno al telefono senza aver visto il balcone sta tirando a indovinare. Le voci che muovono il numero sono sempre le stesse. La superficie del telo, cioè larghezza per sporgenza, perché si paga a metro quadro. Il tipo, con la tenda a caduta più semplice e quella a bracci con cassonetto più impegnativa da costruire e da montare. Il tessuto, perché dentro la stessa cartella convivono qualità diverse.
Poi c'è tutto quello che tenda non è. La motorizzazione, con il comando e la corrente da portare fin lassù. Il sensore vento. E il fissaggio, che su un muro pieno e sano è mezz'ora di lavoro e su un cappotto termico è un capitolo a parte, perché servono staffe che arrivino alla muratura portante. Il sopralluogo serve a chiudere queste variabili prima di scrivere una cifra, non dopo.
Detrazione fiscale
Non vale per tutte. La detrazione riguarda le schermature marcate CE, montate a protezione di una superficie vetrata con esposizione da est a ovest passando per sud, e con fattore solare gtot non superiore a 0,35. Il recupero avviene in dieci quote annuali uguali e la comunicazione ENEA la prepariamo noi.
Percentuali, massimali e requisiti cambiano ogni anno con la legge di bilancio e sono diversi tra prima e seconda casa. Sulla pagina dedicata trovi i valori aggiornati.
Recensioni pubblicate sulla scheda Google di Diva Infissi, riportate qui per intero.
IL TOP, DI MEGLIO NON C'È, SUPER CONSIGLIATO, Qualità cortesia e prezzi giusti
Recensione verificata su GoogleI migliori, hanno svolto un lavoro impeccabile, cordiali e precisi in tutto! Lavoro di qualità im tempi ottimali! Grazie davvero
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Recensione verificata su GoogleHo contattato la Diva Infissi per la sostituzione degli infissi di casa e sono rimasta molto soddisfatta. Il team è stato puntuale, professionale e preciso in ogni fase del lavoro, dal sopralluogo alla posa finale. I nuovi infissi sono di ottima qualità, hanno migliorato isolamento termico e acustico, e l’estetica della casa ne ha guadagnato. Un ringraziamento particolare al titolare sempre disponibile e attento alle richieste. Consiglio vivamente quest’azienda a chi cerca affidabilità, competenza e materiali di alto livello.
Recensione verificata su GooglePerché sceglierci
I nostri montatori, non una squadra esterna. Chi prende le misure e guarda il muro è chi poi fissa la struttura, così se qualcosa non torna se ne accorge prima di ordinare.
Una tenda a bracci aperta lavora come una leva sui tasselli, e il carico dipende da cosa c'è dietro l'intonaco. Al sopralluogo controlliamo se è muratura piena, cemento o cappotto termico: sul cappotto servono staffe che arrivino al portante, altrimenti col tempo si scalza.
No. Dopo il sopralluogo il preventivo è quello. Se serve un lavoro in più lo scopriamo prima, non a montaggio iniziato.
Sì, in Via dell'Industria 10 a Martinsicuro. Un colore sulla cartella e lo stesso colore steso al sole sono due cose diverse, conviene guardarlo prima di sceglierlo.
Il telo si sostituisce da solo, senza toccare struttura, bracci e motore. È la parte consumabile della tenda ed è normale cambiarla molto prima del resto.
Sì: finestre, persiane, avvolgibili, zanzariere, vetrate e chiusure di balconi. Un solo interlocutore per tutto quello che sta intorno al balcone.
Domande frequenti
Sono le domande che arrivano più spesso, al telefono e su Google.
Su un balcone di profondità normale la scelta è quasi sempre la tenda a caduta: scende in verticale davanti alla ringhiera, non ruba spazio calpestabile e ferma il sole basso di mattina e di sera, che è quello che entra più in profondità. Se il balcone è largo o è un terrazzo dove ci sta un tavolo, ha senso la tenda a bracci estensibili, che fa ombra dall'alto senza pali a terra.
La misura che decide non è la larghezza, è la sporgenza: una tenda che esce poco lascia scoperta proprio la fascia vicino al parapetto. Se sei in condominio, prima di scegliere modello e colore leggi il regolamento: quasi tutti impongono una tinta unica sulla facciata.
Quando il sole arriva basso e di lato, cioè su facciate esposte a est e a ovest, e quando serve anche un po' di riparo dagli sguardi. Una tenda a bracci fa ombra dall'alto e contro il sole delle sette di sera non serve praticamente a niente, mentre una a caduta chiude la parete verticale.
Va tenuta in tiro, altrimenti sbatte e si consuma: si usano guide a cavo in acciaio oppure braccetti laterali che la spingono in fuori di qualche grado. Sul tessuto hai due strade: le maglie tecniche più aperte lasciano intravedere l'esterno, i teli pieni fanno ombra netta e chiudono la vista.
Non c'è un prezzo a tenda perché non esiste una tenda standard. Si paga a metro quadro di telo, cioè larghezza per sporgenza, e su quel numero pesano tre voci: il tipo (a caduta, a bracci, con o senza cassonetto), la qualità del tessuto e la motorizzazione con il sensore vento. Il fissaggio è la quarta voce, e si può quantificare solo dopo aver visto il muro.
Quando confronti due preventivi controlla che ci siano scritti la classe di resistenza al vento, il nome del tessuto e il tipo di staffe. Se uno costa molto meno dell'altro, quasi sempre è perché una di queste tre righe non c'è. Noi la cifra la mettiamo per iscritto dopo il sopralluogo, e da lì non si muove.
TEMPOTEST è il marchio di tessuti per tende da sole con cui lavoriamo. La famiglia più usata all'esterno è l'acrilico tinto in massa: il colore non è stampato sopra il filo, sta dentro la fibra, quindi il sole lo scarica molto più lentamente di un tessuto tinto in superficie.
L'acrilico da esterno è anche idrorepellente e traspirante, per cui sotto non si forma effetto serra e una pioggia leggera scivola via. Non è però una copertura: sotto un temporale la tenda va chiusa, e va chiusa asciutta.
Una tenda a misura standard costa meno e su un balconcino piccolo può bastare. I problemi arrivano su due fronti. La misura, perché quasi mai il balcone corrisponde a una taglia di catalogo e finisci per lasciare scoperto un pezzo o per rinunciare a sporgenza. E il fissaggio, che è la parte che nessuno vende insieme alla tenda.
Una tenda a bracci aperta tira sui tasselli come una leva: quanto regge dipende da cosa c'è dietro l'intonaco, e su un cappotto termico serve una staffa che arrivi alla muratura portante. La differenza tra le due strade si vede lì, non nel telo.
Telo aperto e asciutto, spazzola morbida per portare via polvere e depositi, poi acqua fredda o tiepida e sapone neutro. Si risciacqua bene e si lascia aperta finché non è asciutta del tutto. Niente candeggina, niente solventi e soprattutto niente idropulitrice: il getto in pressione apre la trama e porta via il trattamento idrorepellente.
Il telo non va in lavatrice e non si stira. Una passata a inizio stagione e una alla fine bastano. La cosa che fa più danno non è lo sporco, è richiudere la tenda bagnata.
Le macchie nere sull'acrilico quasi mai sono muffa del tessuto: la fibra è sintetica e non la nutre. È muffa cresciuta sullo sporco organico depositato sopra, quindi sta attaccata allo strato di sporco, non al filo. Si tratta con acqua tiepida, sapone neutro e spazzola morbida, insistendo con pazienza e risciacquando bene.
Se resiste esistono detergenti specifici per tessuti acrilici da esterno. Evita la candeggina: scarica il colore e rovina l'idrorepellenza. Il rimedio vero però è preventivo, cioè non richiudere mai il telo umido e togliere foglie e polvere prima che si impastino con l'acqua.
Sì, ed è il modo normale di farlo: tenda aperta tutta, spazzolata a secco, lavaggio con acqua e sapone neutro usando una spazzola a manico lungo, risciacquo e asciugatura ad aria. Smontare il telo serve solo per un lavaggio profondo o per una riparazione.
Se il balcone è al terzo piano il problema non è il lavaggio, è arrivarci in sicurezza: si lavora da dentro il balcone con l'asta, senza sporgersi e senza salire sul parapetto. Su tende molto sporgenti o su facciate alte è un lavoro che va fatto con l'attrezzatura giusta, non in equilibrio su una sedia.
Uno strappo piccolo e lontano dai bordi si ferma con una toppa autoadesiva per tessuti da esterno, applicata sui due lati con il telo pulito e asciutto: tiene, ma si vede. Le cuciture scucite si ricuciono con filo in poliestere, non con il filo da cucito normale, che il sole distrugge in una stagione.
Quando lo strappo parte dal bordo, corre lungo una cucitura o il tessuto è diventato friabile al tatto, conviene sostituire il telo: si cambia solo quello e struttura, bracci e motore restano dove sono.
Se il problema è il caldo, la tenda da sole vince senza discussione, perché lavora fuori dal vetro. Una veneziana interna ferma la luce, ma quando la luce arriva alla lamella il calore è già passato attraverso il vetro ed è dentro la stanza.
La veneziana ha altri vantaggi: dosa la luce lamella per lamella, non teme il vento e non chiede manutenzione stagionale. Molti fanno tutte e due, con la tenda fuori che taglia il grosso del sole e la veneziana dentro che regola la luce. Le veneziane da esterno sono un'altra cosa ancora: sono schermature a tutti gli effetti e ragionano come le tende.
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Iniziamo
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